Biblioteche di Bologna
Gruppo di lettura

SCONFINARE

copertina di SCONFINARE
Contatti Biblioteca Amilcar Cabral, Via San Mamolo 24, 40124 Bologna (BO) tel: 051 2196565 BibliotecaCabral@comune.bologna.it Sito web

Gruppo di lettura sulle diaspore di ieri e di oggi | Biblioteca Amilcar Cabral

‘... trovo che il termine diaspora sia quello in cui mi ci ritrovo di più, principalmente per come, dentro di me, riesca a fondere la dimensione geografica e identitaria in maniera puntuale. C’è una dimensione fortemente fuggitiva nel concetto di diaspora, non la continenti, non la classifichi, provo a prenderla e metterla in un posto e cambia forma.Parla lingue diverse e le mescola.
Tutto quello che ci si aspetta salta….’

Murphy Tomadin fucina #4 Il confine

Quando e dove

Una volta ogni 45 giorni circa, al pomeriggio. Gli incontri del Gdl sono sospesi durante i mesi estivi.

Prossimo incontro: mercoledì 30 settembre per confrontarsi su Ciechi al rosso di Aliyeh Ataei, traduzione dal persiano di Giacomo Longhi e Harir Sherkat, Utopia, 2026

Come 

Nei primi incontri sono stati letti alcuni libri già selezionati con l’intento, successivamente, di sceglierli insieme attraverso la selezione delle proposte del gruppo.

Tutte i libri/ letture proposte sono disponibili al prestito nelle biblioteche di Bologna.
La partecipazione è libera e aperta a tutt*
È possibile partecipare anche se non si è letto il libro.

Sul gruppo di lettura

Il gruppo di lettura a cura di Sara Rouibi e Daro Sakho nasce dal desiderio di leggere e confrontarsi sui romanzi, memoir, testimonianze, fumetti che raccontano la dimensione diasporica nelle sue molteplici forme.

Info e contatti

Biblioteca Amilcar Cabral | bibliotecababral@comune.bologna.it
Telefono 0512196565

 

 

Prossimi appuntamenti
un gruppo di lettura sulle diaspore di ieri e di oggi
  • 30 settembre 2026, 17:30
  • 11 novembre 2026, 17:30
  • 9 dicembre 2026, 17:30
Sta leggendo
Ciechi al rosso
di Aliyeh Ataei
copertina di Ciechi al rosso
Dove trovo questo libro a Bologna?
Abstract

In quest’opera che intreccia vita, amore e guerra, la narratrice, una ragazza afgana cresciuta in Iran, racconta la storia della sua famiglia, attraversata da un confine geografico e culturale che è a tratti una cicatrice. Scegliere tra due patrie, specie se una è irrimediabilmente segnata dalla guerra, è un sacrificio insostenibile: si continua a essere estranei da ogni parte, si è migranti anche da sedentari, perché si smette di appartenere a un luogo. Tra la malattia di un padre che è acuita dall’instabilità geopolitica e le ferite invisibili che il comunismo ha lasciato su afgani e iraniani, un amore inopportuno, la tratta degli immigrati e l’incomunicabilità che sa farsi dogana, cresce nella protagonista il bisogno di determinarsi, non solo come donna, ma anche come intellettuale e cittadina. Un affresco nitido della condizione di chi nasce e vive nel Medio Oriente contemporaneo.

Traduzione dal persiano di Giacomo Longhi e Harir Sherkat