Vieni che sistemiamo l’alfabeto degli universi

17 marzo 2026, 17:00

Incontro con Haidar al-Ghazali

copertina di Vieni che sistemiamo l’alfabeto degli universi

Palestinese, perché sono l’esistenza che porta la storia del dolore.

Con queste parole si racconta Haidar al-Ghazali, ventunenne poeta originario di Gaza, una delle voci più intense e lucide della sua generazione. La sua è una poesia che nasce dall’esperienza diretta della perdita, dello sradicamento e dei continui sfollamenti che hanno segnato la sua giovane vita.

In due anni trascorsi tra fughe forzate e distruzione quotidiana, Haidar ha custodito i suoi versi in uno zaino leggero e nella memoria di un telefono cellulare: frammenti di scrittura salvati come si salvano le cose necessarie per restare umani.

L’incontro sarà un’occasione per ascoltare la sua testimonianza e il suo percorso artistico e personale: dalla vita a Gaza alla partenza attraverso il valico di Kerem Shalom, fino all’arrivo in Italia, dove oggi prosegue gli studi universitari.

La sua poesia non è soltanto racconto del dolore collettivo palestinese, ma anche atto di resistenza culturale, spazio di identità e speranza, tentativo di trasformare la memoria in parola condivisa.

Attraverso letture, dialogo con il pubblico e riflessioni sul ruolo della scrittura nei contesti di conflitto, l’incontro offrirà uno sguardo diretto su come la letteratura possa farsi testimonianza, e strumento di sopravvivenza interiore.
Un’occasione per ascoltare una voce giovane che, partendo dall’esperienza personale, parla al nostro tempo e alla coscienza di tutti.

Dialogano con Haidar al-Ghazali, Sana Darghmouni, Chiara Fontana e Ines Peta-Università di Bologna.


L’incontro è possibile grazie alla collaborazione tra l’Università di Bologna, Hayat Aps e Biblioteca Amilcar Cabral.  

Foto courtesy Haidar al-Ghazali.