Tänp indrî. Dialoghi autobiografici in bolognese
27 maggio 2026, 17:00Presentazione del libro di Luigi Lepri
Marco Piazza, Roberto Serra, Fausto Carpani e Loris Lepri presentano il libro di
Luigi Lepri (Gigén Lîvra) TÄNP INDRÎ. Dialoghi autobiografici in bolognese con testo italiano a fronte
a cura di Loris Lepri e Daniele Vitali (edizioni Pendragon).
Con un saluto del Sindaco Matteo Lepore.
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria.
Il volume Tänp indrî raccoglie le memorie di Luigi Lepri (Gigén Lîvra), figura centrale nella valorizzazione del dialetto bolognese e insignito nel 2019 del Nettuno d’oro per la sua attività culturale, curato da Loris Lepri e Daniele Vitali, si presenta come un’opera insieme autobiografica, linguistica e civile: un percorso di formazione raccontato attraverso dialoghi in bolognese, sempre accompagnati dalla traduzione italiana a fronte.
La scelta formale è uno degli elementi più originali del libro: Lepri non racconta la propria vita in forma memorialistica tradizionale, ma ricostruisce episodi, persone, ambienti e situazioni affidandosi quasi esclusivamente al discorso diretto.
Ne nasce una narrazione vivace, teatrale, immediata, in cui il dialetto non è semplice colore locale, ma vera materia narrativa: lingua della memoria, della famiglia, del lavoro, della socialità e della città.
Il libro segue Gigén dai quattro ai ventitré anni, componendo una sorta di piccolo romanzo di formazione. Si parte dagli anni dello sfollamento alla Longara, durante la guerra: la campagna, i contadini, l’uccisione del maiale, la vendemmia, i bombardamenti, la paura dei tedeschi e dei fascisti, l’antifascismo del padre. Si prosegue poi con il ritorno a Bologna dopo la Liberazione: via della Ghisiliera, gli amici d’infanzia, l’oratorio, la scuola, la lettura, la radio, il cinema, la filuzzi, i primi lavori, la sezione del PCI, le osterie, fino al concorso per vigile urbano e all’ingresso nella vita adulta.
Il valore dell’opera è duplice. Da un lato, Tänp indrî è un documento prezioso sulla Bologna popolare del dopoguerra, sui suoi mestieri, le sue abitudini, i suoi luoghi e le sue forme di socialità. Dall’altro, è un atto d’amore verso il bolognese, restituito in una forma curata, viva e non appiattita sull’italiano.
La nota linguistica di Daniele Vitali colloca inoltre il libro dentro il più ampio lavoro di Lepri per la tutela, la codificazione e la trasmissione del dialetto. Ne risulta un volume affettuoso ma non nostalgico in senso sterile: il passato diventa strumento per leggere il presente, per ricordare il valore della cultura, della memoria familiare, della solidarietà, della pace e della democrazia. Un libro adatto a lettori interessati alla storia di Bologna, alla cultura dialettale, alla memoria del Novecento e alle scritture autobiografiche capaci di trasformare la vita quotidiana in racconto collettivo