Olindo Guerrini e la sua prima bicicletta
Olindo Guerrini e la sua prima bicicletta

«Il Cinno […] vive in simbiosi con la sua bicicletta, la bicicletta del Cinno. Con essa il Cinno piomba come un falco in tutti i punti della città, supera gli autobus in corsa, atterrisce i cani e sgomina i vigili».

(Il Cinno)

 

C’è un legame storico tra la bicicletta e la cultura bolognese e poche figure lo incarnano come Olindo Guerrini (1845-1916): storico e stimato direttore della Biblioteca Universitaria, studioso integerrimo e direttore della Commissione per i Testi di Lingua di Bologna, ma anche graffiante poeta sotto vari pseudonimi – i più noti, Lorenzo Stecchetti e Argia Sbolenfi – e appassionato ciclista.
Lui stesso racconta il suo pur tardivo incontro con la bicicletta. Il figlio gli confessa di volersi dedicare a questo (per l’epoca nuovo) sport. Guerrini, lì per lì, è preoccupato – «I ragazzi sono audaci e spensierati ed i giornali ci narrano tutti i giorni gli orrori e i disastri cagionati dal ciclismo» (In bicicletta, p. 19) – ma decide di non opporsi e, consigliato da un amico ciclista, di accompagnarlo sui pedali. Subito si innamora delle due ruote. 
E chiude il suo racconto con un monito valido ancora oggi: «Mettetevelo in mente voi che vi guardate la lingua, vi tastate il polso, seccate il medico e ingrassate il farmacista. Andate in bicicletta coi figli e dopo un mese digerirete le cipolle crude. Ve lo dico io» (ivi, p. 23).

 

Olindo Guerrini e la sua prima bicicletta, fotografia.

Collocazione: Fondo speciale Vecchia Bologna, busta XI, fasc. 7,8.

La fotografia è stata pubblicata in: «Il Secolo XX. Rivista popolare illustrata», II, n. 7, luglio 1903, p. 545.

Collocazione: A. 920

Il fascicolo è consultabile online.