Leo Pollini, Mazzini e la rivolta milanese del 6 febbraio 1853 (1930)
Leo Pollini, Mazzini e la rivolta milanese del 6 febbraio 1853 (1930)

Uno degli episodi raccontati con maggiore dovizia di particolari in Gli anni del coltello è la fallita insurrezione milanese del 6 febbraio 1853, alla quale Gabariol partecipa. Organizzata in maniera approssimativa e con mezzi e armamenti insufficienti, si configura ben presto come una pallida parodia delle gloriose Cinque Giornate che la città meneghina aveva vissuto nel 1848. Questo fallimentare tentativo insurrezionale diventa anche l’esemplificazione più chiara dei motivi per cui molti mazziniani prendono le distanze dalla loro guida, accusandolo - come abbiamo visto fare da Orsini e Pisacane - di non avere la minima preparazione militare e nessuna strategia di lungo termine, confidando troppo in questi tentativi sporadici e votati all’insuccesso.

In seguito agli episodi del 6 febbraio Gabariol è costretto a fuggire da Milano per riparare a Bologna, dove in realtà le cose non andranno meglio. La “rivoluzione” programmata per il 29 agosto di quello stesso anno non viene neanche tentata perché il gruppo dei patrioti viene tradito e in gran parte incarcerato ancor prima della data fatidica.

Questo libro di Leo Pollini racconta gli eventi milanesi e presenta alcune belle illustrazioni che andiamo a vedere nelle immagini successive.

 

Leo Pollini, Mazzini e la rivolta milanese del 6 febbraio 1853, Milano, La famiglia Meneghina, 1930.

Collocazione: VENTURINI A. 956