«Spesso appariva al bar un po’ alticcio, declamando la Gerusalemme liberata o cantando canzoni napoletane. Se qualcuno gli diceva: “Professore, abbiamo alzato un po’ il gomito”, lui lo guardava severamente negli occhi e diceva: “Non sono ubriaco: sono leggermente euforico per l’ingestione di piccole quantità etiliche. E poi, cos’è un ubriaco?”».
(Il Professore)
E da qui partono alcune (troppe) pagine di Divagazioni filosofiche del professor Piscopo dedicate appunto a interrogarsi su cosa sia un ubriaco. Il vino - che nelle fotografie viste in precedenza fa capolino dai tavoli delle vecchie osterie bolognesi - è insieme al caffè la bevanda per eccellenza del bar di Benni. Oltre al Professore, un famoso ubriacone - ma solo fuori dagli orari di lavoro - è il Bovinelli tuttofare che ha l’onore di un racconto a lui dedicato.
Questi due personaggi potrebbero ben figurare in questi dipinti di Nerone, al secolo Sergio Terzi, pittore e scrittore reggiano nato nel 1939 e morto nel 2021, che compone una Via Crucis degli ubriachi. In questa scheda e nella prossima proponiamo la prima e la seconda tela, che potremmo anche narrativamente considerare l’una come conseguenza dell’altra.
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La grande sbornia, olio su tela, 200x150 cm.
La Via Crucis degli ubriachi dipinta in quattordici tele dal pittore Nerone, presentazione e racconto di Davide Lajolo, testi di Mario de Micheli, [S.l., s.n., 1975?].