John Holt, Bisogni e diritti del fanciullo (1977)
John Holt, Bisogni e diritti del fanciullo (1977)

Colin Ward in Il bambino e la città (p. 69-70) racconta le storie di due coppie di gemelli come esempi della capacità di resistenza dei bambini abbandonati e che vivono in strada, senza famiglia e fuggendo le autorità che vorrebbero occuparsi di loro, di solito rinchiuudendoli in strutture. I bambini che formavano la prima coppia erano stati abbandonati durante la Seconda Guerra Mondiale e per anni erano sopravvissuti in strada, completamente soli, vivendo in un cimitero e elemosinando, prima che un americano li adottasse. La cosa sorprendente che aggiunge Ward - sorprendente per chi aveva studiato questo caso e sorprendente per noi, anche se per motivi diversi - è che i due erano fisicamente forti, coordinati, non provati dalle privazioni e, soprattutto, i migliori giocatori di calcio della scuola in cui erano stati inseriti. A questo punto non possiamo che sobbalzare: sembra di ascoltare la storia dei gemelli Finezza, campioni di pallastrada costretti a fuggire e a nascondersi per non essere costretti a svendere il loro talento a una squadra professionistica.

Ma non finisce qui. Ward sta riportando un caso studiato da John Holt, importante ricercatore e sostenitore di un’educazione più personalizzata e informale, e descritto nel volume di cui vediamo qui la copertina, pubblicato in Italia nel 1977. Holt racconta la storia dei due gemelli alle p. 25-26, con maggiori particolari rispetto a Ward. Primo fra i quali è che la «grande città distrutta e sconvolta dalla guerra» (ivi, p. 25) in cui i gemelli sono sopravvissuti di espedienti è Bologna. Dopo anni in cui erano fuggiti dalle autorità, rifugiandosi, come detto, in un cimitero, erano stati “catturati” e messi in un orfanotrofio. Lì li aveva incontrati un signore proveniente dal Colorado che li aveva adottati e condotti negli Stati Uniti. Dove avevano dimostrato che «giocavano al calcio di gran lunga meglio di tutti gli altri nella scuola» (ivi, p. 26).

Sembra davvero che Benni si sia ispirato a questa storia per inventare i gemelli Didì e Pelè Finezza, anche se naturalmente non ne abbiamo le prove. Aggiungiamo solo che il titolo originale del libro di Holt è Escape from childhood, e questo richiamo alla fuga - relegato nel sottotitolo nell’edizione italiana - non può passare inosservato.

 

Il volume non è posseduto dalla Biblioteca dell’Archiginnasio. Ringraziamo la Biblioteca di Scienze dell'Educazione "Mario Gattullo" dell’Università di Bologna per averci fornito la riproduzione della copertina.

John Holt, Bisogni e diritti del fanciullo. Fuga dalla prima età, Roma, A. Armando, c1977.

Collocazione: Biblioteca di Scienze dell'Educazione "Mario Gattullo", BERTIN 1496