«[Fofi]: Tra le tante utopie del ’68 vanificate dalla politica c’era il grande discorso, che poi diventò solo poliziesco (o antipoliziesco), della controinformazione, l’utopia di avere dei propri media in grado di raccontare il mondo diversamente da come lo raccontavano la borghesia, il Potere, la sinistra storica e parlamentare».
(Leggere, scrivere, disobbedire, p. 5)
«Il Foglio di Bologna» è un quotidiano che inizia le pubblicazioni il 3 giugno 1975 e che persegue lo scopo dichiarato da Fofi all’inizio della sua conversazione con Benni, cioè «l’utopia di avere dei propri media» alternativi a quelli più diffusi e che erano espressione dei diversi gruppi politici e di potere. Questo desiderio di porsi in maniera alternativa - e di raggiungere anche un pubblico diverso, con cui instaurare un dialogo collaborativo - viene dichiarata sulla prima pagina del primo numero nel breve trafiletto Chi sono i nostri lettori.
Benni partecipa con entusiasmo a questo nuovo esperimento giornalistico, che però avrà vita breve. Il gruppo che lo anima, Benni compreso, continuerà il proprio lavoro fondando «Radio Città, che ha la sua ultima discendenza nell’odierna Radio Città Fujiko, per cui possiamo dire che trasmette ancora, dopo quasi cinquant’anni» (Valerio Minnella con Wu Ming 1 e Filo Sottile, Se vi va bene bene se no seghe. Dall'antimilitarismo a Radio Alice e ancora più in là, p. 161). Così Benni ricorda l’esperienza radiofonica:
«Passavo nottate a Radio città, la radio libera che insieme a Radio Alice raccontò quegli anni. Ricordo ancora quanto fu sconvolgente il giorno della morte di Francesco Lorusso. Ero alla radio, e a dare la notizia in diretta, per telefono fu Enrico Franceschini che ci telefonò un minuto dopo l’accaduto».
(Stefano Benni, Dubbio, speranza, divertimento, in Ernesto Assante, 1977. Gioia e rivoluzione, p. 103-105: 104)
Ma l’impegno di Benni sul quotidiano fu fondamentale anche per la nascita di Bar Sport, come vedremo nella prossima scheda.
«Il Foglio di Bologna», 3 giugno 1975, p. 1.