Gladonia, Tristalia e le altre
Gladonia, Tristalia e le altre

La Compagnia dei Celestini è tante cose: un romanzo rumorosamente e felicemente umoristico, un canto di speranza per un'umanità che – ancora libera e ribelle – non ha ceduto del tutto alla parte peggiore di sé, ma anche (e di conseguenza) un libro di denuncia acre e beffardo, un ritratto schietto e impietoso dell’Italia degli anni Novanta del Novecento. Non è difficile, infatti, intravedere la penisola dietro ai difetti di Gladonia, dei suoi abitanti e di chi la governa – fin dal nome, che con un po’ di fantasia sembra ricordare glad (inglese per «felice»), ma anche il gruppo eversivo Gladio
Ma Benni si farà ancora più esplicito, nel corso degli anni. 
In Elianto, del 1996, di cui riportiamo la copertina, le avventure dei protagonisti e degli antagonisti – tra i quali si riconoscono facilmente personaggi dello spettacolo e del giornalismo italiano – si svolgono nel grigio paese di Tristalia. Qui, come racconta l’esergo: «Ci fu una grande battaglia di idee e alla fine non ci furono né vincitori, né vinti, né idee». Per salvare il loro amico Elianto e così liberarsi dal potere del Zentrum, il supercomputer che controlla, dietro le quinte, la politica di questa triste nazione, i tre protagonisti del romanzo, I ragazzi intrepidi, dovranno affrontare lunghe e tortuose avventure per gli otto mondi alterei.
Spiriti, il romanzo immediatamente successivo (del 2000), è invece ambientato in Usitalia, un paese governato dal videogangster Berlanga – dietro a cui, ma ci torneremo in questa gallery, si riconosce immediatamente Berlusconi. L’Usitalia è una terra rassegnata e soffocata da un monotono conformismo. Come scrive Benni, all’inizio del sesto capitolo:

 

«Il paese esprime sempre una volontà di cambiamento, e questa è la miglior garanzia dell’immutabilità politica. Basta non cambiare mai, di modo che il popolo possa continuare a esprimere la sua volontà di cambiamento. Perciò in Usitalia si era deciso che tutti dovevano assomigliarsi, virtuosi e gangster, modernisti e passatisti, moderati e moderisti. Decine di facce promettevano, incominciavano, interrompevano, ribadivano le solite cose, dentro e fuori gli schermi, e in quel rutilante scorrere di nulla ogni cittadino trovava le sue ragioni e subito le dimenticava, e gli restava dentro solo l’eco di un disagio rabbioso».

 

Tocca ai protagonisti, «una legione di spiriti diabolici, malvagi, virtuosi, paranoici e sexy» combattere contro lo stato delle cose e innescare, finalmente, una festosa Apocalisse.

 

Stefano Benni, Elianto, Milano, Feltrinelli, 1996.

Collocazione: FINZI C. 1156