In questa immagine vediamo la copertina del fumetto Joker. Strategia della tensione, sceneggiato da Enrico Brizzi e disegnato da Paolo Bacilieri, con i colori di Vincenzo Filosa. È necessario spiegare il contesto in cui nasce quest’opera.
Nel 2021 la casa editrice DC Comics lancia un progetto molto particolare: realizzare 14 storie di Batman ambientate in 14 diversi paesi e realizzate da autori di quello stesso paese. Ne nasce il volume Batman. Il mondo. La storia italiana, ambientata a Roma, è sceneggiata da Lorenzo Bilotta e disegnata da Nicola Mari, con i colori di Giovanna Miro. Oltre che nel volume collettivo appena citato, viene pubblicata anche, in un formato più grande, in un libro a sé: Batman Ianus.
Nel 2024 questa operazione viene riproposta mettendo al centro dell’attenzione il grande antagonista di Batman, Joker. Il volume colletivo, in continuità con l’esperimento precedente, ha per titolo Joker. Il mondo. La storia italiana, come già visto, viene affidata alla penna di Enrico Brizzi che in maniera naturale colloca il personaggio non solo a Bologna, ma nella Bologna del Settantasette. Il motivo è spiegato nella prima tavola: l’idea di rifugiarsi in Emilia nasce nel super-criminale leggendo Hemingway - per il quale Bologna è una città dura in cui si mangia magnificamente - e si rivela particolarmente azzeccata perché, come spiega lo stesso Joker, «questa città è anche il nido ideale per un uccel di bosco come il sottoscritto. Un espatriato. Un fuggitivo. Un esiliato da Gotham che aspira a una vita nuova». Ritorna in queste parole un diffuso leitmotiv riguardante la Bologna degli anni Settanta, luogo ideale per nascondersi:
«È la città giusta per vivere da clandestini. In qualunque altro posto un ragazzo strano, con un accento strano, che entra ed esce di casa a tutte le ore del giorno e della notte e non si sa chi è, che cosa fa e di che vive e a volte sparisce e poi torna, sarebbe stato notato da qualcuno, ma all’Università no».
(Carlo Lucarelli, Il caso Alinovi, in Id., Mistero in blu, p. 3-29: 26)
Non che Joker si nasconda, visto che finisce per insegnare all’Università. Ma proprio questa esagerazione serve a confermare che la città in quel momento poteva accettare qualunque situazione eccezionale e fornire uno spazio di espressione, paradossalmente anche istituzionale, a chi aveva la forza e l’immaginazione di proporre idee conflittuali con l’ordine prestabilito dalle istituzioni di potere. Brizzi, nell’intervista contenuta in questo volume, dice: «al DAMS un professore come Joker sarebbe andato fortissimo!».
L’aspetto interessante è che ancora oggi, dopo 50 anni, quel periodo della storia bolognese continua a fecondare l’immaginazione degli artisti - scrittori e disegnatori, non dimentichiamo che quelli furono anni di grande crescita per il fumetto - e a proporsi come scenario credibile e stimolante per storie che riflettano sul rapporto fra il Potere e chi lo combatte.
Enrico Brizzi, Paolo Bacilieri, Vincenzo Filosa, Joker. Stategia della tensione, Modena, Panini, 2024.