Morire e vivere in Palestina

25 marzo 2026, 18:30

Cura e riproduzione sociale contro il genocidio | incontro 

copertina di Morire e vivere in Palestina

Il capitalismo ha un rapporto ambivalente con le persone che svolgono il lavoro di riproduzione sociale: da una parte le svaluta, dall’altra dipende da loro. La rivelazione e l’analisi di questa dialettica da parte della teoria della riproduzione sociale la rende una lente efficace per leggere ed esaminare la Palestina occupata.

Incontro in occasione dell’uscita del libro Morire e vivere in Palestina Cura e riproduzione sociale contro il genocidio di Susan Ferguson e Tithi Bhattacharya, Alegre 2026.

Dialogano Sara R. Farris e Francesca Biancani.

Dal 7 ottobre 2023 abbiamo assistito a Gaza a un genocidio in diretta streaming. Sono decenni, però, che Israele porta avanti un lento “genocidio per logoramento”. Una strategia che colpisce in vari modi le infrastrutture di creazione della vita: le scuole, gli ospedali, le abitazioni, le terre da coltivare, le strade per poter raggiungere persone care e lavoro, la stessa possibilità di avere a disposizione acqua e cibo. Soprusi e politiche che impattano particolarmente sulle condizioni materiali di vita di bambini e donne palestinesi, su cui ricade il peso del lavoro di cura domestico e comunitario. Si tratta di un processo che le autrici di questo volume definiscono riprodutticidio sociale. Il massacro palestinese viene infatti qui analizzato con l’originale lente femminista della teoria della riproduzione sociale, che svela le contraddizioni e le sinergie tra le esigenze del capitalismo di riprodurre forza lavoro sfruttata e quelle del colonialismo d’insediamento di eliminare completamente la presenza della popolazione indigena dalla propria terra. Ma, nonostante tutto, la creazione della vita palestinese continua ad andare avanti.

Grazie a una lunga tradizione di solidarietà sociale, che vede i membri delle comunità sostenersi a vicenda attraverso reti di cura reciproca, si costituiscono originali forme di sussistenza materiale e culturale. Si scopre così lo spirito di resistenza, Sumud, delle pratiche di riproduzione sociale delle comunità palestinesi, in un contesto in cui la vita stessa è un atto quotidiano di ribellione.

Grazie alla collaborazione tra Alegre, Libreria delle donne di Bologna e Biblioteca Amilcar Cabral.

Sara R. Farris è una sociologa ed attivista femminista italiana, professoressa presso la Goldsmiths, University of London. È nota per aver coniato il termine femonazionalismo, cioè l'uso di concetti femministi per sostenere ideologie razziste, xenofobe o aporofobe. Tra le sue pubblicazioni, Femonazionalismo: il razzismo nel nome delle donne, Alegre, 2019

Francesca Biancani è professoressa associata di Storia e Istituzioni del Medio Oriente presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’ Università di Bologna. E’ esperta di storia egiziana moderna e contemporanea, con particolare interesse per questioni di genere, biopolitica, sessualità, lavoro e migrazioni. E’ autrice di Sex Work in Colonial Egypt. Women, Modernity and the Global Economy (IB Tauris, 2018).