Ulisse Aldrovandi e i suoi mostri marini
Ulisse Aldrovandi e i suoi mostri marini

«Erano le due. Mezzo miglio a babordo vedemmo qualcosa di strano. Il mare era increspato, come se qualcosa di terribile lo avesse spaventato. [...]

– Credo, capitano – dissi io – di aver avvistato una balena.
– Ah – rise il capitano – bella razza di marinai! Non ci sono balene su questa rotta».

(Matu-Maloa)

 

È impossibile a Bologna pensare ai mostri – non solo marini, come Matu Maloa, protagonista misteriosa dell’omonimo racconto di Benni – e non correre con la mente a Ulisse Aldrovandi e alle sue collezioni.
La Biblioteca comunale dell’Archiginnasio conserva alcune preziose edizioni antiche degli studi del nobile e naturalista rinascimentale. Tra le pagine più affascinanti, in relazione alla storia che possiamo leggere ne Il bar sotto il mare, possiamo segnalare i brani sui cetacei del De Piscibus, in cui Aldrovandi tratta  di balene, orche, delfini (ma anche foche e lamantini) e le sezioni sugli animali marini della più celebre Monstrorum Historia. Proprio in quest’opera – ma la stessa incisione si trova anche, più piccola, a p. 640 della sopracitata edizione del De Piscibus – possiamo trovare l’immagine qui a fianco. Sembra quasi di vederla, mentre fa l’occhiolino al capitano Charlemont.

 

Ulisse Aldrovandi, Monstrorum historia cum Paralipomenis historiæ omnium animalium. Bartholomæus Ambrosinus ... labore, et studio volumen composuit, Bononiæ, typis Nicolai Tebaldini, 1642.

Collocazione: 17. W. IV. 13

 

Ulisse Aldrovandi, De piscibus libri 5. et De cetis lib. vnus. Ioannes Cornelius Vteruerius ... collegit. Hieronymus Tamburinus in lucem edidit. ... Cum indice copiosissimo, Bononiæ, apud Bellagambam, 1613.

Collocazione: ERCOLANI B. I. 10