Conosciamo il verme disicio
Conosciamo il verme disicio

«C’era un uomo che non riusciva mai a terminare le cose che iniziava. Capì che non poteva andare avanti così. Perciò una mattina si alzò e disse:

“Ho preso una decisione: d’ora in poi tutto quello che inizie...”».

(Racconto breve)

 

Per non fare la stessa meschina figura dell’inconcludente protagonista di Racconto breve, è bene trovare una conclusione a questo nostro viaggio che abbia veramente il sapore di un percorso compiuto, che abbia raggiunto un punto d’arrivo sensato.

A noi, lettrici e lettori, viene naturale trovare risposte e insegnamenti utili fra le pagine dei libri. Alle volte però ci si imbatte in presenze apparentemente poco piacevoli, come il verme disicio di cui abbiamo già parlato ma che qui incontriamo per la prima volta nella rappresentazione a fumetti che ne dà Caterina Baldelli.

Potremmo allora utilizzare, per concludere in maniera adeguata, la confusa esortazione con cui Benni chiude il racconto a lui dedicato:

 

«Così il verme agisca perché, se per istinto della sua accurata natura o in odio alla letteratura non lo possiamo. Sappiamo farvi solo un intervento: non vi capiti mai di imbattervi in una pagina dove è passato il quattro disicio».

(Il verme disicio)

 

Ma perché accanirci con lui? Non siamo anche noi biblioanimali che si nutrono delle parole altrui per assimilarle e trarne forza? Vista così, e nonostante i danni che combina, il vermetto risulta quasi simpatico.

Finalmente, ecco la conclusione migliore, il punto d’approdo, la chiusura del cerchio: il verme disicio siamo noi!

 

Caterina Baldelli, Il verme disicio, in Siamo lieti di averla tra noi. I racconti di Stefano Benni a fumetti, Bologna, Kappa Edizioni, 2012, p. 49-51.

Collocazione: 20.W. 4079