«Il volume che leggerete accoglie narratori che [...] hanno trovato le loro storie nelle storie di un altro narratore: Stefano Benni. Il loro è stato dunque prima di tutto un lavoro di lettura/ascolto, scoperta, incontro, innamoramento. [...] Hanno scoperto una storia in particolare che era la loro, e da quell’incontro è nato l’amore. Hanno “tratto ispirazione, e trascritto, trasposto, tradotto quella storia a modo loro, cioè rivivendola, interpretandola, ri-raccontandola».
(Alberto Sebastiani, Il mestiere più antico del mondo, in Siamo lieti di averla tra noi, p. 95-96: 95)
Come Il bar sotto il mare nasce da altre opere letterarie, giocando con la tradizione e le convenzioni, a loro volta questi racconti sembrano avere la capacità di dare spunto a nuove narrazioni e nuove storie che offrano anche significati e punti di vista non necessariamente coincidenti con quello del testo - e dell’autore - originali.
Per averna una concreta rappresentazione presentiamo le tavole conclusive di due delle tre trasposizioni di Il più grande cuoco di Francia presenti nel volume, quella di Stefano Chichì (a sinistra nell’immagine a fianco) e quella di Antonio Vinci (a destra).
La rappresentazione grafica dei protagonisti è completamente diversa nelle due versioni, nonostante il racconto abbia un paragrafo intitolato Portraits in cui sia lo chef che il Diavolo sono dettagliatamente descritti. Ma ancora più sorprendente è il fatto che il senso del racconto è ben differente da quello originale nella versione di Vinci. Infatti l’ultima battuta demoniaca presente nel racconto («Forse - ghigna quello - oppure il diavolo si è fatto una mangiata gratis nel più bel ristorante di Francia») viene eliminata, cancellando così quell’ambiguità e quell’incertezza su chi abbia vinto la sfida di cui abbiamo parlato in una scheda precedente e che è tipica del topos letterario dell’incontro fra l’essere umano eccezionale e la creatura infernale. Anche l’espressione dei due protagonisti nell’ultima vignetta di Vinci non lascia adito a dubbi: è stato il Diavolo che è rimasto scornato.
Stefano Chichì, Il più grande cuoco di Francia, in Siamo lieti di averla tra noi. I racconti di Stefano Benni a fumetti, Bologna, Kappa Edizioni, 2012, p. 33-36.
Antonio Vinci, Bon Bon (Il più grande cuoco di Francia), in Siamo lieti di averla tra noi. I racconti di Stefano Benni a fumetti, Bologna, Kappa Edizioni, 2012, p. 37-40.