Fra Bologna e il cinema sembra esserci sempre stato un rapporto privilegiato, suggellato nel 1962 dalla nascita della Cineteca che ancora oggi, diventata Fondazione Cineteca, è un fiore all’occhiello della città riconosciuto a livello mondiale.
Ma anche nella prima metà del ventesimo secolo le esperienze cittadine legate alla settima arte sono state numerose, di successo e curiose. Ne andiamo a vedere alcune a solo titolo esemplificativo.
La prima è quella del Cinematografo dei sordomuti, nato nel 1912 all’interno dell’Istituto Gualandi, che si occupava appunto - e ancora oggi lo fa come Fondazione Gualandi - dell’educazione dei bambini sordi. Questo volume ripercorre i primi cinque anni di attività di questa sala cinematografica speciale, considerata uno strumento educativo fondamentale per i giovani non udenti, come sottolinea l’autore Raffaele Grassi - al tempo vicedirettore dell’Istituto e direttore del periodico «Èffeta» - nelle pagine introduttive del volume.
Raffaele Grassi, I primi cinque anni di vita del Cinematografo dei sordomuti in Bologna, Bologna, Tip. sordomuti, 1917.