Incontri ravvicinati… negli anni '50
Incontri ravvicinati… negli anni '50

«Una mattina presto stavo pescando nel fiume di Sompazzo quando sentii alle mie spalle un fragore impressionante. Vidi gli alberi tremare e gli uccelli fuggire. Poi uno scoppio e più nulla. Attraversai l’argine e mi apparve una creatura singolare: un barilotto di metallo con un nasone da talpa e due braccini snodabili con catarifrangente. Stava prendendo a calci un disco volante e con voce irosa gridava più o meno così:
– Zukunnuk dastrunavi baghazzaz minkemullu mekkanikuz!»

(Il marziano innamorato)

 

La storia degli UFO in Italia è, forse, più lunga di quanto si pensi. È da poco finita la Seconda Guerra Mondiale, la penisola sta ancora facendo i conti con le macerie, la dittatura, i suoi morti – e forse non è un caso – quando i dischi volanti arrivano nell’immaginario collettivo e nei cieli italiani.
Vari sono i percorsi che la Biblioteca dell’Archiginnasio offre ai suoi utenti per esplorare questo fenomeno peculiare. Il più diretto è senz’altro quello di andare a recuperare riviste e quotidiani d’epoca, come la bella immagine de «La Domenica del Corriere» qui a fianco, pubblicata il 14 novembre 1954. Una contadina, sulle colline nei dintorni di Arezzo, racconta di aver visto due alieni «che somigliavano ai nani di Biancaneve e parlavano un linguaggio incomprensibile», ci spiega il trafiletto che accompagna l’illustrazione. 
La protagonista di questo strano incontro – scrive ancora, non senza una punta di giudizio, il giornalista – «giura, come i protagonisti di analoghi casi attribuibili ad autosuggestione, che la incredibile storia è vera dalla a alla zeta». 
Al protagonista del racconto di Stefano Benni, forse, non sarebbe andata diversamente.

 

«La Domenica del Corriere. Supplemento illustrato del Corriere d'informazione», 14 novembre 1954.

Collocazione: A. 2231