«Allora avvenne un miracolo: il vecchio si trasformò in un omone truccato con rimmel e rossetto, una lunga criniera arancione, una palandrana di lamé e zeppe alte dieci centimetri.
L’omone disse: – Io sono Lucifumándro, il mago degli effetti speciali. Dato che sei stato buono con me ti regalerò una chitarra fatata».(La chitarra magica)
Il musicista che incontra un mago – come nel caso del racconto La chitarra magica – o il diavolo, e in cambio di una buona azione o della sua anima riceve uno strumento fatato, è un vero e proprio topos delle leggende legate ai musicisti moderni, antico quanto il blues – a partire, notoriamente, dal grande chitarrista del Delta del Missisipi Robert Johnson. Peter, all’inizio del racconto, suona proprio una delle canzoni più famose di Johnson, Crossroads.
Tra i fondi della Biblioteca dell’Archiginnasio non si trovano tracce di maghi particolarmente melomani, o di patti faustiani a tema musicale. Al contrario, la biblioteca conserva un nutrito fondo di manoscritti di musica sacra, innari, antifonari e lezionari, di epoca medievale e della prima età moderna. Tra di essi, il bell’innario trecentesco A.129, proveniente verosimilmente da un convento domenicano, come dimostra la presenza dell’inno dedicato al fondatore dell’ordine Domenico da Guzmán qui a fianco, alla c. 72r.
Innario, manoscritto, 1290-1310.