Stefano Benni, Black-out
Stefano Benni, Black-out

Forzando leggermente la cronologia, iniziamo proprio dalla poesia Black-out citata da Marozzi nell’articolo visto nella scheda precedente. Il testo trova spazio nella prima raccolta di Benni, Prima o poi l’amore arriva (p. 31-33), all’interno della sezione Blues urbani. Come testimonia la pagina che qui vediamo era però già stata pubblicata sul n. 6 del novembre 1979 della rivista «Il Cerchio di gesso», di cui abbiamo già avuto occasione di parlare nella gallery dedicata a Bar Sport. Nel 2018 la Biblioteca dell’Archiginnasio ha digitalizzato e messo online l’intera collezione del periodico, arricchendo il lavoro con contributi saggistici e documentari che possono essere letti in una sezione specifica del sito della biblioteca.

Benni era stato già indicato sul n. 2 del dicembre 1977 in un riquadro posto in fondo a p. 73, fra le persone che avevano «offerto solidarietà e disponibilità personale» alla rivista. In quello stesso riquadro si citava proprio Roberto Roversi, che si era prestato ad assumere la carica di responsabile del periodico, ma la sua domanda era stata rifiutata. Roversi era uno degli animatori principali de «Il Cerchio di gesso» ed evidentemente - come ricordato nell’articolo di Marozzi - era stato per suo tramite che Benni era entrato in contatto con la redazione e aveva potuto pubblicare i suoi versi. La rivista viene citata da Fofi come una di quelle «esperienze culturali minoritarie» a cui lo scrittore ha sempre partecipato:

 

«Da Radio Città fino a quella rivistina che si leggeva nel ’77, “Cerchio di gesso”. Insomma molte cose piuttosto eccentriche rispetto al panorama che le circondava».

(Leggere, scrivere, disobbedire, p. 71)

 

Stefano Benni, Black-out, «Il Cerchio di gesso», n. 6, novembre 1979, p. 36.

Collocazione: A. 2408