Pulismani a motore
Pulismani a motore

«Joe Blocchetto prese a tremare come se avesse la malaria. Era in aspra tentazione con se stesso. Da una parte c’era Pronto in trappola, dall’altra la più spaventosa serie di infrazioni mai vista a memoria di vigile. [...]

Ed ecco che gli passò vicino un cieco su una Maserati rubata senza marmitta, gli sgasò in faccia e disse:

- Ehi pulismano, dov’è una bella strada frequentata da far due belle pieghe a tutta manetta?

Joe Blocchetto di portò il fischietto alla bocca, ma non riuscì a cavarne alcun suono. Stramazzò al suolo. Avevamo vinto».

(La storia di Pronto Soccorso e Beauty Case)

 

Il gergo bolognese sale alla ribalta, nelle espressioni che descrivono le prodezze automobilistiche e soprattutto in quell’appellativo - «pulismano» - che parodiando l’inglese diventa quasi un segnale di sfida e di scherno dell’uomo della strada verso le forze dell’ordine cittadine.

Il termine viene utilizzato, con apprezzabile autoironia, anche nel titolo del libro (di cui vediamo qui la copertina) che racconta la storia del Corpo di Polizia Municipale di Bologna e, in particolare, della sua pattuglia motociclistica, fondata nel 1934. Il testo contiene anche un breve intervento di Luigi Lepri, alias Gigén Lîvra, ex vigile e grande esperto del dialetto bolognese,  intitolato I vigili e il dialetto bolognese (p. 15-17).

 

Giuliana Musi, Lorenzo Parma, I pulismani. I 75 anni dei Vigili Motociclisti di Bologna, Argelato, Minerva, 2010.

Collocazione: 17* AA. 1932