I lettori fedeli di Tex sanno che fra grandi cavalcate, fitte sparatorie, rudi scazzottate e solenni mangiate, ogni tanto si insinua fra le pagine del più longevo fumetto italiano una dimensione meno concreta, più sfuggente e misteriosa. C’è la religione delle tribù dei nativi americani - che nel fumetto continuano comunque a chiamarsi indiani - i loro spiriti malvagi o benigni, ma c’è anche un piano dell’esistenza in cui fanno capolino la magia e poteri che potremmo definire paranormali. È in questa dimensione non realistica e misteriosa che ha preso da tempo residenza Mefisto, forse il più longevo e ricorrente degli antagonisti del nostro ranger.
Comparso fin dalle prime avventure, Steve Dickart, in arte Mefisto, è inizialmente un banale illusionista che vaga fra le fiere dei villaggi per ingannare la gente. Ma fin dalla sua seconda apparizione - quella raccontata in questo volume, inizialmente pubblicata negli albetti settimanali poi riproposta negli albi mensili n. 39 (La gola della morte) e 40 (Il ponte tragico), datati 1964 - Mefisto inizia ad acquisire poteri magici che si accrescono nei decenni a venire, tanto che neanche la morte riuscirà a fermarlo. L’ultima apparizione del personaggio nella serie regolare del fumetto è del 2022 (n. 744, Il trionfo di Mefisto), ma è prevedibile un suo ritorno, proprio perché ogni sua comparsa permette di aggiungere un piano narrativo di irrealtà e magia che aumenta il fascino delle avventure di Tex.
Ma torniamo alla domanda con cui abbiamo intitolato questa scheda: si stava parlando di presenze aliene sul nostro pianeta, presenti o passate, e di Peter Kolosimo, al secolo Pier Domenico Colosimo, reincarnatosi nel protagonista di UFO 78 di Wu Ming. Ma Tex Willer cosa c’entra? Cominciamo col dire che il volume di cui vediamo la copertina con il volto del grande mago è del 1978, l’anno “alieno” per eccellenza. E allora chi meglio di Kolosimo - in quel momento all’apice del suo «enorme successo popolare» (Mariano Tomatis, Ricordando Peter Kolosimo) - poteva introdurre a questa dimensione misteriosa, in cui la realtà si confonde con l’immaginazione, l’onirico, il magico? La domanda non è retorica perché forse qualcuno poteva veramente farlo meglio dello scrittore modenese: sua moglie, che infatti firma insieme a lui la lunga e dettagliata prefazione a questa avventura di Tex (p. 9-20). Ma è il suo nome a precedere quello del marito in calce a questo scritto introduttivo - Caterina e Peter Kolosimo, non il contrario - tanto che vista la tematica potremmo pensare che il testo è maggiormente farina del sacco di lei e lui serve più che altro ad attirare lettori abituati a divorare i suoi libri di archeologia fantastica (e infatti sul frontespizio, luogo di più immediata visibilità, compare per primo il nome più famoso: Peter e Caterina Kolosimo). È sicuramente lei, Caterina Serafin, astrologa e esperta di interpretazioni di sogni, ad avere maggiormente le carte in regola per ripercorrere la parabola di Mefisto, il crescendo dei suoi poteri, dal semplice illusionismo alla telecinesi, dalla telepatia alla capacità di comparire in due luoghi diversi, fino al dono massimo, la possibilità di tornare dalla morte per continuare ad agire nel mondo. Tutti poteri che la prefazione dà per possibili, pur se con tanti distinguo e un po’ di limitazioni:
«È lo stregone dei nostri incubi, dicevamo. Impossibile incontrarlo nella realtà? Non siamone troppo sicuri: Mefisto ha tutte le carte in regola per potersi un giorno materializzare tra noi, anche se certe sue proprietà sono state ingigantite dalla fantasia di chi lo ha creato» (ivi, p. 9).
A parlare del mondo di Tex viene in mente che, fra i tanti generi letterari affrontati da Benni ne Il bar sotto il mare, quello che mancava era proprio un po' di western.
Tex contro Mefisto, testi di Giovanni Luigi Bonelli, disegni di Aurelio Galleppini, presentazione di Peter e Caterina Kolosimo, Milano, CEPIM, 1978.