Un altro preziosissimo documento della cartografia conservato dalla Biblioteca dell’Archiginnasio è il manoscritto A.117. Si tratta dell’unico testimone completo del De toto orbe, opera geografica – destinata a rimanere inedita – composta dal patrizio veneziano Pietro Coppo intorno al 1520.
Nato in laguna nel 1470 e morto in Istria nel 1555, appartenente ad una delle più illustri casate della Serenissima, Coppo dedicò larga parte della sua vita alla composizione di opere geografiche e cartografiche.
L’immagine a fianco contiene il mappamondo che apre la ricca sezione di carte a colori in appendice al De Toto Orbe. Si tratta veramente di un documento peculiare, che mette insieme le più recenti scoperte geografiche – il Capo di Buona Speranza, nel margine inferiore dell’Africa, il Mundus Novus, ancora largamente inesplorato – e qualche, rara, più antica reminiscenza tutta medievale, come l’indicazione “Amazones” nel Caucaso.
Pietro Coppo, De toto orbe, manoscritto, sec. XVI.