«Allora Girardoux cominciò a fare una gara tattica. Disse: “Beh, io vado a fare un giretto” e uscì a Rimini nord. Pozzi, preoccupatissimo, gli si pose alle calcagna».
(Il grande Pozzi)
Gli ultimi anni dell’Ottocento non sono stati facili per le due ruote, schiacciate com’erano tra l’opinione pubblica – che, con dibattiti che oggi potrebbero sembrare un po’ grotteschi, le associava a criminalità e malaffare – e la nascente industria automobilistica.
In questo clima Olindo Guerrini è il protagonista di una vicenda che potremmo davvero definire benniana. Per dimostrare che la fatica del ciclismo non contrasta con il lavoro mentale, decide di andare da Bologna a Rimini in bicicletta componendo, contemporaneamente, un sonetto: parte perciò, una notte di luglio, in compagnia del figlio, improvvisato stenografo.
Guerrini stesso ci racconta la sua pedalata in un libretto, In bicicletta, consultabile integralmente online. Nel testo si trova, tra l’altro, il risultato poetico dell’esperimento.
La vicenda viene immortalata in questo manifesto del Touring Club Italiano, firmato da Nasìca – il celebre illustratore, caricaturista e professore Augusto Majani (1867-1959).
Augusto Majani (Nasìca), Il poeta della bicicletta.
Collocazione: Fondo speciale Vecchia Bologna, busta XI, fasc. 7,9.
Il disegno è stato pubblicato nell’opuscolo, integralmente consultabile online:
Augusto Majani, Bologna turistica. Materiale turistico di Nasìca per l'Esposizione del Turismo 1904, Bologna, Litografia Bolognese, 1904.
Collocazione: Fondo Speciale Oreste Trebbi, cart. XXXVIII, 2/59