REPORT N. 108 - AMATISSIMA di Toni Morrison

Mercoledì 4 febbraio 2026, ore 17.00
CVIII incontro del Gruppo di Lettura Leggerezza

 Si sa come la lettura sia uno svago e un’occasione per rilassarsi e staccare dagli affanni quotidiani comuni a tutti, ebbene questo libro è la smentita di tale assunto. Mai affrontato un libro così crudele e straziante, intimo e universale, emotivamente forte e arduo da leggere.   Morrison affronta il tema gravoso della schiavitù in America ai tempi della Guerra di Secessione, nella chiave personalissima dei vissuti di alcuni gruppi familiari in fuga dagli Stati del Sud. Non le interessa tanto narrare la ‘Storia’ quanto la personale, vera storia degli esseri umani di colore sottoposti alle angherie dei padroni bianchi. E lo fa con una intensa scrittura visiva, ricca, elegante, quasi poetica; il problema è che mancano quasi del tutto i riferimenti didascalici di soggetti e contesti fisici. Manca una chiara successione causa-effetto, addirittura non si capisce spesso dove e di chi si raccontano le vicende o le ferite fisiche e mentali, peraltro con periodi lunghissimi. Lo stesso vale per i rari dialoghi, come per i tempi della narrazione che si presentano in maniera alternata o del tutto scollegata. Un coacervo di emozioni che conquistano il lettore, così come lo allontanano, come riferito oggi nel Gruppo. Una gran fatica in ambedue i casi.
  Frequente, inoltre, la presenza del soprannaturale, come avviene in quel realismo magico nato dall’esperienza nei primi scrittori sudamericani. La figura, dotata di una notevole carica profetica, della vecchia madre BabySuggs che, una volta riscattata, scopre di non dover più chiedere il permesso di desiderare qualcosa, di avere due mani e perfino un cuore, domina diverse pagine ed il suo fantasma ritorna costantemente a mescolare le carte dell’esistenza.
  La schiava protagonista Sethe è la prima vittima di tale vaneggiare; le sue più segrete paure e i ricordi più laceranti – i figli soppressi o soltanto perduti – si reincarnano in presenze dolenti e dolorose che la perseguitano e la confortano allo stesso tempo, ma lei è una donna fortissima, capace di affrontare qualunque sopruso nella vita, tranne la prepotente figura di Amata, la figlia uccisa, tornata a vivere al suo fianco, reale ed evanescente, ad alimentare il senso di colpa, perché lei non dimentichi mai. Secondari i personaggi maschili, come Paul D, insicuri e spesso alla mercé non solo dei padroni, ma dei propri dubbi e dei più reconditi desideri. La sola speranza per il futuro si chiama Denver, l’unica figlia rimasta a fianco di Sethe, la sola che, pur rimanendo perennemente chiusa in casa, dimostra di saper vivere nella realtà, nonostante le numerose assurdità a cui la costringono la madre e la vita, di avere la forza positiva che la conduce a osare varcare la porta di quella casa. Inutile commentare il ruolo dei bianchi nel romanzo.
  Una considerazione importante emerge dalla discussione nel Gruppo: siamo tutti il risultato della nostra storia atavica. Sono le condizioni di vita che plasmano l’uomo.
  Termine dell'incontro alle ore 18,45.

Per l’appuntamento di mercoledì 4 marzo 2026 alle ore 17:00 si leggerà:
Cronorifugio di Georgi Gospodinov

Per l’appuntamento di mercoledì 1 aprile 2026 alle ore 17:00 si leggerà:
Kitchen di Banana Yoshimoto

Sofia Iaccarino