REPORT N. 105 - ZAZIE NEL METRò di Raymond Queneau
Mercoledì 5 novembre 2025, ore 17.00
CV incontro del Gruppo di Lettura Leggerezza
Se c’è mai stato un libro divisivo nella storia del nostro GdL, questo di cui parliamo oggi è, senza tema di errore, da collocare al primo posto. Qualcuno lo ha apprezzato per l’originalità della capacità creativa, altri si sono sforzati di capirlo, o meglio, di tradurlo in una modalità comprensibile, molti lo hanno respinto, rifiutandosi di procedere già solo dopo poche pagine.
Si tratta senza dubbio dell’esercizio più trasgressivo che si sia affrontato nella letteratura contemporanea, dal momento che lo stesso Queneau a suo tempo così definì il proprio lavoro: “poco più di un delirio scritto a macchina da un romanziere idiota”.
L’apprezzamento, oltre che la solidarietà, del lettore va pertanto al traduttore Franco Fortini, che deve aver penato non poco nel rendere in un italiano quasi accettabile l’argot francese, ottenendo un egregio risultato. I termini introvabili in qualsiasi vocabolario italiano, i tempi verbali assolutamente incoerenti, le numerose parole inglesi rese con la mescolanza di mezze parole inesistenti, i significati pressoché incomprensibili rendono perfettamente la volontà dell’autore di trasgredire i dettami codificati della letteratura classica. Ed è proprio in questo giocare con la lingua il valore di un’opera che si poneva come scopo primario quello di rompere con la tradizione, agli albori degli anni Sessanta con l’apparire dei primi nuovi fermenti sociali. Un libro di ‘rottura’, in ogni senso.
Ma non si tratta solo del linguaggio; anche la mancanza di una trama lineare e più ancora quella specie di corte dei miracoli che sono i personaggi improbabili che vi si incontrano contribuiscono ad una confusione di ruoli e caratteri. Tra l’ingenuo zio Gabriel, artista sui generis, la sempre dolce moglie Marceline che vive nel suo mondo astratto senza alcuna parvenza di volontà, l’amico autista Charles con la cameriera Mado, il locandiere Turandot, il ciabattino Gridoux, la smaniosa vedova Mouaque e soprattutto quel trasformista Pedro-Trouscaillon-Bertin Poirée, si fa a gara a chi la spara più grossa in una Parigi caotica e per niente affascinante, per non parlare della infinità di personaggi minori nel convulso, esilarante finale dello scontro fisico tra la banda e i poliziotti. Spicca su tutti la piccola Zazie, che si dimostrerà forse la più sana di mente in tale congerie di situazioni e persone balorde, rivelando una sua insospettabile maturità di giudizio, ancorché delusa dal fatto che non proverà mai l’emozione di entrare nel suo agognato métro.
Inevitabile la citazione del film, omonimo e fedelissimo al testo, di Louis Malle, col suo ritmo frenetico alla Charlot; si richiamano per analogia, inoltre, i lavori di Stefano Benni e addirittura le tele di Lucio Fontana.
Dunque un’opera difficile da digerire, non proprio leggera come vuole apparire, certamente iconica, degno esempio di surrealismo tipico della Nouvelle vague.
Termine dell’incontro alle ore 18,50.
Per l’appuntamento di mercoledì 3 dicembre 2025 alle ore 17:00 si leggerà:
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Per l’appuntamento di mercoledì 7 gennaio 2026 alle ore 17:00 si leggerà:
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Sofia Iaccarino