REPORT N. 104 - TOKYO EXPRESS di Matsumoto Seicho
Mercoledì 1 ottobre 2025, ore 17.00
CIV incontro del Gruppo di Lettura Leggerezza
Ad un promettente inizio, con un intrigante squarcio su un aspetto della società giapponese, vale a dire le serate degli uomini nei locali con intrattenimento femminile finalizzato allo spillare quanto più denaro possibile agli avventori, segue il dipanarsi dell’indagine testarda di Torigaj Jutaro, il poliziotto determinato a risolvere un delitto che altro non sembra se non un duplice suicidio, apparentemente chiaro e semplice.
Per la sua inchiesta l’autore trasporta il lettore attraverso buona parte del Giappone, ma, a parte alcuni rari paesaggi poetici, non riesce a suscitare reale coinvolgimento a causa dell’analisi puramente matematica; peraltro la ripetuta, rigorosa verifica degli orari dei treni richiede una notevole capacità di attenzione, non proprio agevolata dai numerosi nomi di luoghi e persone. È per tale motivo che qualcuno dei nostri lettori ha avuto la tentazione di abbandonare la lettura, ma infine tutti l’hanno completata: poche le opinioni completamente positive, molte di più quelle sospese tra l’apprezzamento e la delusione, alcune decisamente negative per la noia suscitata da una tale rigorosa quanto arida ricerca, in cui le motivazioni e i sentimenti umani appaiono troppo spesso secondari. Un tecnicismo che non appartiene alla letteratura, ovviamente nessuna emozione ne viene suscitata. La scrittura è apparsa gradevole a qualcuno, troppo elementare ad altri.
La caparbietà del protagonista Torigaj nel dimostrare la fondatezza della propria ipotesi lo descrive meglio di qualunque ritratto; le donne che si incontrano sono comunque poco valorizzate, come in altre opere dello stesso Matsumoto; emergono dall’ombra soltanto alla fine i veri responsabili e manipolatori degli eventi, coloro che ne ricavano il reale vantaggio per la salvaguardia delle loro posizioni politiche forti, naturalmente grazie alla corruzione.
Dunque non un giallo canonico, di tipo deduttivo, ma una specie di origami letterario in cui è assente del tutto la suspense. Dunque un monumento alla puntualità delle ferrovie giapponesi ed è comprensibile l’emergere della sarcastica considerazione sull’impossibilità che una tale opera potesse essere ambientata in Italia.
Non si comprende come l’autore possa essere stato spesso uguagliato a Simenon, manca la cifra umana che distingue il grandissimo Francese; e altrettanto si può ritenere per il paragone emerso nella discussione con le storie del Tenente Colombo. Si cita altresì, per antitesi, la bellezza di un piccolo capolavoro: Memorie di una geisha di Arthur Golden.
Termine dell'incontro alle ore 18,45.
Per l’appuntamento di mercoledì 5 novembre 2025 alle ore 17:00 si leggerà:
Zazie nel metrò di Raymond Queneau
Per l’appuntamento di mercoledì 3 dicembre 2025 alle ore 17:00 si leggerà:
Il vento giallo di David Grossman
Sofia Iaccarino