Report n. 43 - GDL Leggerezza - SEI PROBLEMI PER DON ISIDRO PARODI di Jorge L. Borges, Adolfo Bioy Casares

Mercoledì 7 novembre 2018, ore 17.00
XLIII incontro del Gruppo di lettura Leggerezza.
Saletta del piano terra – Biblioteca Lame.

L'unanimità di giudizio in un gruppo è sempre un dato confortante per l'armonia delle relazioni personali, ma in questo caso assume la connotazione di piao, privo di stimoli, visto che riguarda la valutazione dell'opera in discussione, decisamente negativa. Nessun contraddittorio, non uno dei presenti ha dichiarato di averla apprezzata.
È mancata però l'opinione della persona che aveva proposto questa lettura, perché assente.
Libro faticoso da leggere per le continue interruzioni del filo logico - ammesso che si riesca sempre ad individuarne uno preciso - al punto che, costretti a ripetuti passi indietro nella lettura, molti l'hanno abbandonato prima della conclusione. I primi due racconti sono più semplici nella struttura narrativa, il quarto Le macchinazioni di S. Giacomo ha suscitato qualche interesse, ma l'andirivieni dei numerosissimi personaggi e le vicende piuttosto slegate hanno scoraggiato il lettore dal proseguire.
La narrazione è prolissa e dispersiva, lo stile del magnifico Borges qui diventa particolarmente ostico, troppe e lunghe descrizioni non sono funzionali alla comprensione delle storie, non contribuiscono alla soluzione dei casi. Troppe digressioni fanno perdere il senso del racconto. Si rilevano i frequentissimi francesismi e le eccessive citazioni di opere letterarie che non si capisce quanto siano reali, nel senso che si fatica a scoprire che sono spudoratamente false. Il tuo è poco rispettoso del lettore e della sua intelligenza. Non mancano l'umorismo e l'ironia, ma troppi personaggi sono logorroici e il lettore finisce col non reggerli più. È tutto troppo.
Una scrittura a quattro mani - sarebbe interessante sapere come si sono divisi il compito i due autori - che sembra avere l'unico scopo di mettere alla berlina la vacuità e la vanagloria di certi sedicenti scrittori e poeti di quel tempo e di quel luogo, che si muovono, con i loro intrighi, come burattini sul palcoscenico di un teatro dell'assurdo.
Tutta l'azione è confinata in pochi spazi definiti, il carcere, le stanze, i salotti degli argentini del Porto. È la parodia (come Parodi?) di una società alto-borghese resa in modo barocco. È una scrittura che non regge al tempo. Un romanzo che lascia indifferenti.
Don Isidro (Isidoro come l'autore?) è il filo che tiene cuciti insieme i personaggi e le storie; se ne sta nell'isolamento protetto della stanza 273, imperturbabile e distaccato dall'accozzaglia di varia umanità che si rivolge a lui, ad emettere sentenze poco credibili in maniera affatto superficiale. Poteva essere un vecchio saggio molto più affascinante, ma non lo è. Come fa a risolvere casi polizieschi se non risolve neppure se stesso?
Colpisce la motivazione della sua reclusione. Quella concomitanza di circostanze avverse suggerisce l'esistenza di segrete molteplici biografie non ancora esplorate.
Assodata tale deprimente concordanza di opinioni, il dibattito si concentra sugli autori, o meglio, sull'Autore, quello così osannato dalla critica e dal pubblico. Chi è Borges?
C’è chi ha apertamente confessato il proprio disappunto per non essere riuscito a leggere per intero il libro preferendo puntare l'attenzione su Jorge L. Borges e i suoi libri, citandone alcuni come L’Aleph, Finzioni e Altre inquisizioni. Un autore da tenere in massima considerazione non solo per il suo stile di una straordinaria ricchezza fantastica e lessicale ma anche per l’universalità dei temi trattati, come il tempo, la personalità, l’immortalità, la morte.
Altri rilevano che qui mancano gli odori, i suoni, i colori che hanno reso così tanto viva e sensuale la letteratura sudamericana di Amado, Vargas Llosa, Allende, Garcia Marquez.
Il clima dell'incontro è stato come sempre molto vivace e cordiale.
Per l’appuntamento di mercoledì 5 dicembre 2018 alle ore 17.00 si leggerà:
La testa perduta di Damasceno Monteiro di Antonio Tabucchi
Per l’appuntamento di mercoledì 9 gennaio 2019 alle ore 17.00 si stabilisce di leggere:
Venivamo tutte per mare di Julie Otsuka

Termine dell’incontro alle ore 18,30

Sofia Iaccarino