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I lembi dei ricordi

Presentazione del volume I lembi dei ricordi. Ri(n)tracciare il paesaggio di Goffredo Parise, a cura di Maria Gregorio. Testi di Marco Vigevani, Goffredo Parise, Claudio Rosati, Maria Gregorio, Daniela Brunelli, Aurora Di Mauro, Claudio Rorato, Stefano Cecchetto, Francesco Maino, Vitaliano Trevisan, Moreno Vidotto. Interventi pittorici di: Giosetta Fioroni, Vittorio Bustaffa (Antiga edizioni, 2016). Intervengono: Marco Antonio Bazzocchi, Maria Gregorio e Paola Italia.

L'iniziativa è organizzata da Biblioteca dell'Archiginnasio e Biblioteca Casa Carducci in collaborazione con Antiga Edizioni

Lo scrittore Goffredo Parise ha vissuto con il paesaggio veneto un intenso rapporto, che ha lasciato indelebili tracce nella sua opera letteraria e nelle due case da lui abitate negli ultimi anni, dapprima a Salgareda, poi a Ponte di Piave. L’intento del volume, curato da Maria Gregorio e realizzato in collaborazione con la Società Letteraria di Verona e grazie al fondamentale contributo di Fondazione Masi, a trent’anni dalla scomparsa dello scrittore, è quello di ricostruire una serie di mappe, affidandole ai testimoni della vita di Parise a Salgareda e a Ponte di Piave. A loro è stato chiesto di tracciare la rete delle relazioni umane e territoriali dello scrittore in terra trevigiana – nell’intento di dare rappresentazione visiva alla vita dell’autore, intrecciata con la vita della comunità e racchiusa entro la cornice di un paesaggio divenuto tessuto connettivo del suo essere e sentirsi scrittore veneto.
Le mappe sono accompagnate da alcune riflessioni sul “paesaggio culturale” scritte dagli autori del libro e da brevi note autobiografiche di chi le ha disegnate; note che traducono l’intrinseca emozione di un legame che non si è mai spento. Le mappe sono, infine, il punto di partenza per una rivisitazione dei luoghi di Parise in terra veneta nella sequenza disegnata da Vittorio Bustaffa, a esse fanno da contrappunto alcune riprese dei luoghi raffigurati nonché una serie di “cartoline”: immagini fotografiche di Moreno Vidotto, alle quali Giosetta Fioroni ha aggiunto il suo tocco di artista.


Umanisti italiani

Pensiero e destino

A cura di Raphael Ebgi

Con un ampio saggio introduttivo di Massimo Cacciari

 

Da Petrarca a Savonarola, un’antologia di testi nel segno del tragico e di un’antropologia filosofica destinata a farsi teologia, ermetismo, profezia.

 

 

Umanesimo come scuola di retorica, culto dei latini e dei greci, nascita della filologia? Cacciari ci fa capire come le cose siano più complesse e meno schematiche, e come la stessa filologia umanistica vada inserita in un programma culturale più ampio nel quale l’attenzione al passato è complementare alla riflessione sul futuro, mondano e ultramondano. Dunque una filologia che è intimamente filosofia e teologia. E i nodi filosofici affrontati dagli umanisti (che in quest’ottica non iniziano con Petrarca o con i padovani, ma con lo stesso Dante) sono difficilmente ascrivibili a sistemi armonici o pacificanti, secondo una visione tradizionale del Rinascimento. C’è un nucleo tragico del pensiero umanistico, fortemente “anti-dialettico”, in cui le polarità opposte non si armonizzano né vengono sintetizzate (tranne forse in pochi autori come Giovanni Nesi, che nel suo Oracolo del nuovo secolo cerca di far andar d’accordo il neoplatonismo di Marsilio Ficino e il misticismo apocalittico di Savonarola).

Tra gli autori antologizzati, Petrarca, Leonardo Bruni, Poggio Bracciolini, Lorenzo Valla, Leon Battista Alberti, Marsilio Ficino, Cristoforo Landino, Pico della Mirandola, Poliziano, Savonarola, Leonardo Da Vinci, Machiavelli.

Un libro che cambierà le opinioni comuni sull’umanesimo e dunque su una grossa fetta della letteratura e della filosofia tra la fine del Trecento e gli inizi del Cinquecento

Quando

23 Febbraio 2017
ore 17.30 Sala dello Stabat Mater

Informazioni

Biblioteca dell'Archiginnasio

Tel. 051 276811



Ingresso libero

Dove

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40124 Bologna

Bus 11, 13, 14, 19, 20, 25, 27, 29, 30, 37
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fermata piazza Galvani

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