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Ragion di Stato e grandezza delle città

RAGION DI STATO E GRANDEZZA DELLE CITTÀ. Due recenti edizioni delle opere di Giovanni Botero (1544 - 1617) e una riflessione su Ciro Spontone

Franco Farinelli (Alma Mater Studiorum - Università di Bologna) e Romain Descendre (École normale supérieure de Lyon) conversano su GEOPOLITICA, SPAZIO, RAGION DI STATO in occasione della pubblicazione di:

Angela De Benedictis (Alma Mater Studiorum - Università di Bologna) interviene sul tema RAGION DI STATO E LUOGHI DELL'ESPERIENZA POLITICA. CIRO SPONTONE, SEGRETARIO MAGGIORE DEL SENATO BOLOGNESE DAL 1600 AL 1602.

Giovanni Botero è un ‘classico della politica’, uno degli autori italiani ancora oggi fondamentali per comprendere l’evoluzione del pensiero politico moderno. Franco Farinelli, geografo, e Romain Descendre, studioso del pensiero politico italiano da Machiavelli a Gramsci, discutono sulle recenti edizioni di due sue opere che fin dalla loro prima pubblicazione (1588-1589) conobbero una amplissima diffusione in tutta Europa. Angela De Benedictis parla di uno dei tanti scrittori sulla ‘ragion di Stato’ noto a livello europeo, Ciro Spontone, per illustrarne la sua relazione sulla natura del governo cittadino bolognese, il cui manoscritto è conservato presso l’Archiginnasio

In collaborazione con Alliance Française (Bologna) e Dipartimento di Storia Culture Civiltà, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna

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Umanisti italiani

Pensiero e destino

A cura di Raphael Ebgi

Con un ampio saggio introduttivo di Massimo Cacciari

 

Da Petrarca a Savonarola, un’antologia di testi nel segno del tragico e di un’antropologia filosofica destinata a farsi teologia, ermetismo, profezia.

 

 

Umanesimo come scuola di retorica, culto dei latini e dei greci, nascita della filologia? Cacciari ci fa capire come le cose siano più complesse e meno schematiche, e come la stessa filologia umanistica vada inserita in un programma culturale più ampio nel quale l’attenzione al passato è complementare alla riflessione sul futuro, mondano e ultramondano. Dunque una filologia che è intimamente filosofia e teologia. E i nodi filosofici affrontati dagli umanisti (che in quest’ottica non iniziano con Petrarca o con i padovani, ma con lo stesso Dante) sono difficilmente ascrivibili a sistemi armonici o pacificanti, secondo una visione tradizionale del Rinascimento. C’è un nucleo tragico del pensiero umanistico, fortemente “anti-dialettico”, in cui le polarità opposte non si armonizzano né vengono sintetizzate (tranne forse in pochi autori come Giovanni Nesi, che nel suo Oracolo del nuovo secolo cerca di far andar d’accordo il neoplatonismo di Marsilio Ficino e il misticismo apocalittico di Savonarola).

Tra gli autori antologizzati, Petrarca, Leonardo Bruni, Poggio Bracciolini, Lorenzo Valla, Leon Battista Alberti, Marsilio Ficino, Cristoforo Landino, Pico della Mirandola, Poliziano, Savonarola, Leonardo Da Vinci, Machiavelli.

Un libro che cambierà le opinioni comuni sull’umanesimo e dunque su una grossa fetta della letteratura e della filosofia tra la fine del Trecento e gli inizi del Cinquecento

Quando

23 Gennaio 2017
ore 17 Sala dello Stabat Mater

Informazioni

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Tel. 051 276811



Ingresso libero

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