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Civiltà di carta. Le più belle carte e filigrane attraverso i secoli

La Casa editrice Tallone, in occasione della pubblicazione del Manuale Tipografico dedicato all’estetica delle carte, delle filigrane e degli inchiostri, che raccoglie dal vero le migliori carte di straccio di tutti i secoli del libro a stampa, dal XV secolo ad oggi, ha allestito con i reperti originali un suggestivo percorso espositivo che permetterà di ammirare in controluce trame e filigrane di sei secoli di civiltà della carta, dai paesi mediterranei al Nord Europa.

Il percorso cronologico si apre con le filigrane quattrocentesche di Caselle Torinese, rinomato centro cartario medievale, la cui carta fu utilizzata da Johann Gutenberg per la celeberrima edizione della Bibbia delle 42 linee stampata a Magonza a metà del Quattrocento, considerato il primo libro a caratteri mobili.

Seguono le filigrane lombarde di epoca viscontea, quelle della Repubblica di Venezia e dei numerosi centri d'eccellenza italiani, in primis Fabriano, Genova, Bologna, Amalfi e Bracciano, affiancati dalle produzioni d'oltralpe, dalla Provenza alla Catalogna, dall'Olanda all'Inghilterra.

Risalendo attraverso i secoli, il percorso giunge fino ai vertici della produzione cartaria europea ed asiatica del Novecento, su cui l’Editore Tallone stampa da ottant'anni le sue edizioni, e si conclude con l'esposizione del Manuale Tipografico, tributo alla fisicità del libro, contenente 116 reperti originali di carte, filigrane e inchiostri tipografici antichi, così ben introdotti dal saggio di apertura del maestro cartaio Carlo Magnani:
Un foglio di carta. Un foglio di quella buona carta a mano, limpida, vellutata, che sa di pane, e ha un'anima e una voce. Pochi, ormai, la conoscono; men che pochi le vogliono bene, la cercano, la ricordano come un perduto amore. È forse come quei broccati, quei damaschi, quegli ermisini, morbidi e dorati, ancor oggi freschissimi, che tessevan gli antichi Maestri di Lucca. Raro è oggi trovare un foglio buono tra tante mistificazioni e tanti surrogati. Non se ne fabbrica più nel mondo se non qualche quinterno per gente svanita, in bilico tra l'amor disperato e la obliosa demenza. Non se ne fabbrica più. Ma davvero si fabbrica questa buona carta? O non piuttosto si crea? Una creazione d'arte, si intende, di un'arte delicata e gelosa. Così, c'è dunque un artista, uno che crea qualcosa di nuovo e di vivo. Uno che è uno come l'orafo che incastona il gioiello. Non è l'operaio della fabbrica; non è il direttore che raccoglie nell'edifizio la materia da far carta, non è la macchina che fonde, mescola, impasta; ma è lui, l'artista, che anima e forma, non l'anonima, impersonale tela continua che volge interminabili nastri.

Mostra a cura di: Enrico Tallone. Nell'ambito di Artelibro, Festival del Libro e della Storia dell'Arte

qui INTERVISTA A ENRICO TALLONE. L’arte di fare i libri

l’arte di fare i libri
INTERVISTA A ENRICO TALLONE
Quando

Dal 18 Settembre al 20 Ottobre 2014
Quadriloggiato Superiore della Biblioteca dell'Archiginnasio
da lunedì a sabato ore 9.00-19.00; domenica e festivi ore 10.00-14.00

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