Istituzione Biblioteche di Bologna

Area stampa / Notizie / Ai tempi della Balla grossa

Dall'11 maggio al 10 settembre 2017, nel Quadriloggiato superiore dell'Archiginnasio sarà visitabile la mostra Ai tempi della Balla Grossa. Le imprese criminali di un'associazione di malfattori nella Bologna postunitaria.
Contemporaneamente, su Archiweb, la Biblioteca Digitale dell'Archiginnasio, sarà disponibile la versione online della mostra.

L'esposizione, curata da Marcello Fini, racconta, attraverso fotografie, articoli di quotidiani, testi a stampa e litografie (tutti provenienti dalle raccolte dell'Archiginnasio), le imprese delittuose compiute da audaci gruppi di criminalità organizzata a Bologna nei primi anni dopo l'Unità, nonché le vicende processuali che ne scaturirono.

Negli anni a cavallo tra la caduta del potere temporale del Papa e la nascita del nuovo stato nazionale, Bologna e il suo territorio sono caratterizzati da un aumento esponenziale di fatti criminosi. Confidando nell’instabilità politica, nel vuoto di potere e nel clima di impunità quasi totale che si erano venuti a creare, infatti, molti malviventi ne approfittarono per darsi ai furti o per regolare vecchi conti in sospeso. I criminali diventarono sempre più audaci e violenti fino a organizzarsi in “balle” ovvero in gruppi, distinti a seconda dei vari rioni cittadini. Tra le più eclatanti imprese criminose che portarono a termine ci furono, per esempio, il furto alla Zecca cittadina e quello a una banca, l'attentato al questore e l'assassinio di due ispettori di polizia, la rapina alla diligenza diretta a Firenze e quella alla stazione ferroviaria con tanto di rapinatori travestiti da Carabinieri.

Questo, almeno, è quello che tenderà a dimostrare la pubblica accusa nel processo contro l'“Associazione di malfattori”, che si aprirà il 26 aprile 1864 nella sala d'Ercole del palazzo Comunale davanti alla Regia Corte di Assise del Tribunale di Bologna e che dagli storici è considerato come il primo processo istruito nell’Italia da poco unita sotto i Savoia contro un'associazione malavitosa organizzata. A stupirci, ancora oggi, di quel processo sono i numeri: centodieci imputati; ventitré capi d’accusa diversi, ma tutti riconducibili alla medesima organizzazione criminale; sei mesi ininterrotti di lavori, all’interno dei quali di tennero 211 interrogatori di imputati e 548 deposizioni di testimoni.

Il percorso espositivo racconta la Bologna del tempo, quella dei primi anni dopo la nascita del Regno d'Italia, attraverso fotografie d'epoca e articoli di quotidiani, con le acute osservazioni di un celebre cronista del tempo e i tanti testi a stampa e le litografie prodotti in quel periodo tracciando i ritratti dei protagonisti della vicenda, gli uomini dello Stato da unlato e i criminali dall'altro, per arrivare a raccontare cosa successe anche dopo la chiusura del processo che ebbe una vasta eco in tutta la Penisola.

Tutto il materiale utilizzato per la preparazione e l'allestimento della mostra appartiene alle collezioni della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio.